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REGOLAMENTO del CIS

SEZIONE I: SOCI
SEZIONE II: ASSEMBLEA DEI SOCI
SEZIONE III: CONSIGLIO DIRETTIVO
SEZIONE IV: ATTRIBUZIONI PERSONALI
SEZIONE V: COLLEGIO DEI PROBIVIRI
SEZIONE VI: RIVISTA DI SESSUOLOGIA
SEZIONE VII: DELEGAZIONI REGIONALI
SEZIONE VIII: NORME FINANZIARIE

 

SEZIONE I: SOCI

Art. 1: Domanda di ammissione a Socio

L'aspirante Socio nel presentare la domanda deve:
a) comunicare tutti i dati richiesti nella scheda predisposta allo scopo;
b) essere presentato da almeno un Socio; oppure indicare due persone interpellabili come referenti;
c) allegare un curriculum relativo ai propri studi e attività (i relativi certificati e documenti non dovranno essere allegati). Delle eventuali pubblicazioni dovrà essere redatto un elenco e le pubblicazioni stesse dovranno essere richieste in visione. Le Istituzioni e le Associazioni, associabili al C.I.S. come Soci Collettivi, in luogo del curriculum allegheranno il proprio statuto o una dichiarazione indicante struttura, finalità ed attività svolta; specificheranno inoltre i nominativi dei Dirigenti in carica e del delegato a rappresentare l'Istituzione presso il C.I.S.;
d) dichiarare di avere preso visione delle carte costitutive della Associazione menzionandole partitamente: Statuto - Regolamento – Dichiarazione dei fondamenti antropologici – Codice deontologico.

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Art. 2: Modalità per l'ammissione a Socio

Le domande di cui all'Art. 1 vengono raccolte, con la relativa documentazione a cura del Segretario Generale che periodicamente le sottopone alla valutazione ed approvazione da parte del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo esamina la domanda di associazione e, con voto palese, a maggioranza assoluta dei suoi membri di diritto, può deliberare di:
a) accettare l'aspirante Socio in una delle categorie sociali previste dallo Statuto;
b) richiedere un supplemento di documentazione;
c) non accettare la domanda di associazione verbalizzandone la motivazione.
L'esito della domanda verrà comunicato all'interessato mediante lettera. In caso d'accettazione l'interessato dovrà versare la quota sociale per l'anno in corso per rendere operante a tutti gli effetti l'avvenuta associazione che si considera decorrere dal primo gennaio dell'anno in cui la domanda è stata accolta. In mancanza del versamento di quota la domanda verrà archiviata come ritirata dandone comunicazione al presentatore. Contro la delibera di rigetto della domanda è ammesso il ricorso ai Probiviri entro un mese.

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Art. 3: Quota annuale di associazione

L'ammontare della quota annuale di associazione e le modalità per la sua riscossione sono stabilite, anno per anno, dal Consiglio Direttivo che può determinare quote differenziate per le categorie di Soci previste dallo Statuto.

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Art. 4: Diritti e doveri dei Soci

I Soci a qualsiasi categoria appartengano hanno il diritto a beneficiare dei servizi offerti dall'Associazione. Tra detti servizi è compresa la pubblicazione di una rivista periodica specializzata per le tematiche interdisciplinari attinenti alla Sessuologia. I Soci hanno diritto a partecipare in termini preferenziali rispetto ai non Soci alle iniziative assunte dall'Associazione. Ove tali iniziative prevedano quote di partecipazione a copertura delle spese, ai Soci sarà praticata una riduzione sulle medesime soltanto se possibile.
Tutti i Soci sono tenuti, pena l'esclusione, all'osservanza dello Statuto del Regolamento e del Codice Deontologico.

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Art. 5: Perdita della qualifica di Socio

Le procedure relative all'Art. 7 dello Statuto sono così regolate:
a) le dimissioni volontarie debbono essere comunicate per iscritto dall'interessato. Le dimissioni hanno effetto immediato salvo l'obbligo del versamento delle quote sociali maturate anche per l'anno in corso se le dimissioni stesse giungono dopo il mese di marzo;
b) la decadenza dei requisiti viene accertata dal Consiglio Direttivo che ne abbia avuto comunque notizia o sentore;
c) l'esclusione dal C.I.S. può essere deliberata dal Condiglio Direttivo nei confronti dei Soci di qualsiasi categoria:
1) per condotta palesemente contraria alle leggi dello Stato;
2) per comportamento professionale palesemente contrario al Codice Deontologico adottato dal C.I.S.;
3) quando azioni compiute dal Socio arrechino danno morale o materiale al C.I.S.;
4) a causa di manifesto e pubblico uso strumentale della qualifica di Socio ad esclusivo scopo di lucro;
d) la decadenza per morosità deriva dal mancato pagamento della quota sociale per l'anno di competenza, dopo che il Socio ne sia stato preavvisato.
Per i provvedimenti di cui ai punti b) e c) il Consiglio Direttivo ha l’obbligo di acquisire il parere vincolanate del Collegio dei Probiviri, in attesa del quale provvederà a sospendere il Socio dall’Associazione, preavvisandolo della procedura in corso. Il Collegio dei Probiviri è tenuto a convocare tale Socio
Il provvedimento di cui al punto d) è a carattere automatico ed il Consiglio Direttivo ne prende atto verbalizzandolo nella prima riunione dell'anno di esercizio successivo alla morosità. La riattivazione della posizione sociale del Socio moroso può essere attuata dall'interessato con il versamento delle quote arretrate, senza soluzione di continuità nell'appartenenza al C.I.S. e diritti connessi, o in forma di rinnovo/accettazione automatici della domanda a partire da qualsiasi anno, con perdita di anzianità e diritti per il periodo intermedio non coperto da quote. Il Socio decaduto od escluso non ha diritto alla restituzione delle quote versate.

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SEZIONE II: ASSEMBLEA DEI SOCI

Art. 6: Convocazione dell'assemblea

L'Assemblea dei Soci viene convocata mediante l'invio ad ogni Socio del relativo avviso a mezzo lettera semplice con almeno 30 giorni di anticipo sulla data di svolgimento. Tale avviso farà menzione del giorno, ora e luogo per la prima e per la seconda convocazione e riporterà l'ordine del giorno.
Nel caso in cui una votazione a mezzo posta abbia valore sostitutivo di Assemblea o nel caso in cui oltre all'Assemblea sia prevista l'effettuazione di votazione per corrispondenza, valgono le norme specifiche di cui ai successivi articoli di Regolamento.
L'Assemblea, sia in sede ordinaria che straordinaria, è validamente costituita in prima convocazione con il quorum della metà più uno dei Soci aventi diritto di voto e in seconda convocazione qualunque sia il numero dei Soci intervenuti.

Art. 7: Delibere della Assemblea e modalità di votazione

L'Assemblea è presieduta in ordine preferenziale:
a) dal Presidente del C.I.S.;
b) da uno dei consiglieri munito di delega personale da parte del Presidente;
c) da persona designata dall'Assemblea stessa che sia Socio del C.I.S..
L'Assemblea decide di volta in volta se esprimere il proprio voto in modo palese o segretamente a mezzo di scheda che possa garantire l'anonimato. La votazione è sempre a scrutinio segreto qualora concerna persone. Le modalità del voto palese sono decise dal Presidente dell'Assemblea.
In ogni tipo di votazione e comunque venga espresso il voto le decisioni dell'Assemblea vengono adottate in base al quorum deliberativo della metà più uno dei voti espressi. Fa eccezione la decisione di sciogliere l'Associazione per deliberare la quale e i provvedimenti correlati occorre il voto favorevole di almeno due terzi dei Soci. In caso di parità numerica nelle votazioni prevale il voto di chi presiede l'Assemblea che in tal caso dovrà essere reso palese.
E' facoltà del Consiglio Direttivo accettare voti espressi a mezzo posta, con le modalità del successivo Art. 8 o indire votazioni che si svolgano totalmente per corrispondenza.
In qualsiasi votazione che richieda l'uso di schede si costituirà un seggio di almeno tre scrutatori nominati dai presenti o, in caso di votazione esclusivamente per posta, dal Consiglio Direttivo.
I componenti del Consiglio Direttivo non possono essere anche scrutatori. In caso di votazione riguardante le elezioni sociali gli scrutatori si costituiscono in seggio elettorale con tutti i poteri riguardanti la loro funzione. Nella votazione espressa mediante schede lo spoglio dei voti verrà fatto dagli scrutatori immediatamente dopo la chiusura della votazione ed il relativo risultato sarà da essi stessi proclamato subito.

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Art. 8: Modalità di votazione per corrispondenza

In caso di votazione per corrispondenza saranno accettate le schede pervenute entro il giorno ed ora che saranno stati preventivamente indicati dal Consiglio Direttivo nel comunicare a ciascun Socio l'indizione della votazione.
Il voto espresso per corrispondenza deve avere carattere di segretezza e contemporaneamente deve dare la possibilità di verificare il nome del votante, il suo diritto di voto, e che questo venga esercitato una volta soltanto. Le disposizioni di salvaguardia di tutto ciò verranno emanate di volta in volta dal Consiglio Direttivo unitamente all'invio ai Soci del materiale occorrente per la votazione e la specificazione delle procedure adottate.
Qualora sussista una doppia facoltà di votazione, sia per corrispondenza che direttamente dai Soci presenti in Assemblea, questi ultimi dovranno avvalersi di materiale per la votazione identico a quello fornito per la votazione per corrispondenza e potranno esprimere il proprio voto di persona con l'obbligo per gli scrutatori di accertare che esso non sia un duplicato di voto personale espresso per corrispondenza.

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SEZIONE III: CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 9: Elezioni del consiglio direttivo

Il Consiglio Direttivo viene eletto con voto segreto da parte dei Soci aventi diritto a norma di Statuto, nel corso di una Assemblea indetta a tale scopo. Il voto va espresso segnalando su apposita scheda i nominativi dei Soci prescelti in numero non superiore a quello dei seggi di Consigliere per i quali è indetta l'elezione.
I risultati della votazione per l'elezione del Consiglio Direttivo, con la graduatoria di tutti i nominativi votati e con la proclamazione degli eletti fino alla concorrenza dei posti disponibili, vengono proclamati a cura del seggio elettorale. In caso di parità fra più candidati in eccedenza rispetto ai posti disponibili viene eletto il Socio che abbia maggiore anzianità di iscrizione al C.I.S. e, a parità di questa, maggiore anzianità di età. In caso di rinuncia subentrano i non eletti secondo graduatoria.

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Art. 10: Requisiti per l'appartenenza al Consiglio Direttivo

Possono essere eletti al Consiglio Direttivo i Soci Ordinari purché all’atto della nomina non ricoprano cariche direttive od abbiano comunque incarichi di responsabilità, a livello centrale o periferico, in Associazioni o Società sessuologiche incompatibili. Una dichiarazione personale in tal senso verrà sottoscritta da ogni Consigliere eletto, conservata a verbale e ratificata dal collegio dei Probiviri.
Il consigliere che risulti assente senza giustificato motivo a due riunioni consecutive del Consiglio Direttivo decade automaticamente dall'incarico. La decadenza gli viene immediatamente comunicata per iscritto dal Presidente e contro di essa il Consigliere potrà ricorrere presso i Probiviri.

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Art. 11: Vacanza dei seggi e subentri

Se uno o più membri del Consiglio Direttivo cessano di avere i requisiti per appartenervi, o decadono, o si dimettono, subentrano ad essi i non eletti secondo l'ordine di graduatoria e purché abbiano raggiunto in sede di elezione il quorum di almeno 1/10 dei votanti. Il Consigliere che subentra ad altri resterà in carica fino alla più prossima scadenza elettorale del Consiglio Direttivo.
In caso di indisponibilità di Soci aventi i requisiti per il subentro in Consiglio, i seggi resisi vacanti restano tali fino alla successiva elezione purché rimangano in carica almeno la metà dei membri del Consiglio stesso. Al di sotto di tale numero minimo i Consiglieri in carica debbono procedere immediatamente ad indire nuove elezioni.

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Art. 12: Convocazione del Consiglio Direttivo

Il CD viene convocato dal Presidente o dal Vicepresidente che ne abbia delega, con il mezzo idoneo da lui ritenuto più opportuno e con un anticipo di almeno 15 giorni sulla data della riunione. In casi di particolare urgenza la convocazione potrà essere fatta con sette giorni di anticipo sulla data della riunione purché a mezzo di telegramma. L'ordine del giorno della riunione viene stabilito dal Presidente o chi per lui, o in base alla motivazione di quei Consiglieri che avessero chiesto una convocazione straordinaria a norma di Statuto. Ogni riunione avviene per convocazione unica ed è valida se vi è la presenza di almeno la metà più uno dei Consiglieri eletti.

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Art. 13: Procedure per l'attività del Consiglio Direttivo

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, nell’ordine dal Vicepresidente o dal Consigliere più anziano.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei voti, qualunque sia il numero dei presenti e votanti. Ogni Consigliere dispone di un solo voto e non sono ammesse deleghe in sede di votazione. In caso di parità prevale il voto di chi presiede la riunione.
Di ogni seduta del Consiglio Direttivo viene redatto verbale a cura del Segretario Generale, sottoscritto da questi e da chi ha presieduto la riunione. I contenuti del verbale costituiscono materia riservata che può essere resa nota soltanto dal Presidente o dal Segretario Generale avendone avuto l'assenso da parte dei Consiglieri.

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SEZIONE IV: ATTRIBUZIONI PERSONALI

Art. 14: Segretario Generale

Il Segretario Generale coadiuva il Presidente; ha compiti di coordinamento centrale e periferico dell'attività dell'Associazione e dei suoi organi istituzionali; cura l'attuazione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; provvede alla trascrizione e conservazione dei verbali dell'Associazione relativi alle Assemblee ed alle riunioni del Consiglio Direttivo, ed a quanto altro attiene all'archivio sociale; cura l'esazione delle quote sociali; sovrintende all'attività di Sede Centrale e di Segreteria.

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Art. 15: Tesoriere

Il Tesoriere provvede alla amministrazione dell'Associazione sotto il controllo del Consiglio Direttivo, sorveglia la tenuta dei libri contabili, predispone per gli organi competenti i bilanci annuali preventivo e consuntivo e, se nominati dall'Assemblea, li sottopone per la verifica dei revisori dei conti.

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Art. 16: Incarichi e nomine a fini speciali

Il Consiglio Direttivo Può conferire incarichi a titolo consultivo, organizzativo od esecutivo a singoli Soci di qualsiasi categoria quando li ritenga idonei per particolari competenze. Sono da intendere tra tali incarichi speciali quelli relativi alla rivista pubblicata dal C.I.S. (ove non attribuiti per Statuto), alla direzione di scuole e corsi anche mediante la formazione di appositi direttivi (ai componenti dei quali l’incarico è dato comunque ad personam), a presidenza, organizzazione e gestione di convegni, alla funzione di Delegato Regionale (di cui al successivo Art. 20), ai rapporti con Associazioni estere e nazionali, eccetera.
Per il conferimento degli incarichi di cui al presente articolo il Consiglio Direttivo dovrà valutare l’incompatibilità con incarichi presso altre Associazioni sessuologiche (in analogia al precedente Art. 10) acquisendo in proposito il parere dei Probiviri se tale valutazione non fosse unanime.
Gli incarichi operativi non potranno comportare assunzione e/o conduzione autonoma di iniziative di cui il Consiglio Direttivo non abbia preventivamente approvato le linee generali ed i limiti di impegno, anche economico, a carico della Associazione.
Il Consiglio Direttivo ha facoltà di ammettere a partecipare a titolo consultivo ad una propria riunione, o a parte di essa, singole persone, Soci o non Soci, in qualità di esperti per questioni di loro specifica competenza.
Il Consiglio Direttivo qualora verifichi la possibilità di dare vita ad una nuova Delegazione Regionale e in attesa di proporne la costituzione all’Assemblea dei Soci, ha la facoltà di nominare un referente regionale a cui attribuisce le funzioni di valutare le risorse disponibili, coordinare le forze che sono sul territorio e fare quant’altro ritenga necessario al fine di verificare le possibilità concrete che consentano l’istituzione della Delegazione Regionale. A conclusione della propria indagine il referente è chiamato a relazionare in merito al Consiglio Direttivo per le competenze di quest’ultimo in ordine alla presentazione all’Assemblea dei Soci.
Ogni incarico di cui al presente articolo viene automaticamente a cessare con il decadere del Consiglio Direttivo che lo ha conferito.

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SEZIONE V: COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Art. 17: Collegio dei Probiviri

I probiviri vengono eletti con le stesse modalità indicate per l’elezione del Consiglio Direttivo (Art. 9, 10 e 11).
I Probiviri si costituiscono in collegio dopo la loro elezione da parte dell’Assemblea ed autonomamente stabiliscono eventuali incarichi interni come quello di Presidente del Consiglio stesso.
I Probiviri costituiscono il foro interno della Associazione di riferinento per ogni questione riguardantre la condotta dei singoli Soci in relazione agli obblighi deontologici, statutari e di regolamento, le controversie tra Soci quando abbianbo rilevanza nei rapporti associativi, ed eventuali controversie tra singoli Soci e gli Organi della Associazione. Il Consiglio Direttivo è tenuto a richiedere il parere vincolante del Collegio dei Probiviri prima di adottare un provvedimento di esclusione di un Socio dal C.I.S. ed a interpellarli nelle altre circostanze previste dal presente Regolamento.
Il Collegio dei Probiviri si riunisce ogni qualvolta ne facciano richiesta gli Organi Istituzionali o singoli Soci che ne ravvisino l’utilità. Ogni riunione va verbalizzata.
Il Collegio dei Probiviri stabilisce le norme per il proprio funzionamento ritenute di volta in volta più opportune e, dopo aver raccolto tutti gli elementi e sentito le parti eventualmente in contrasto, può decidere in veste di amichevole compositore oppure, se necessario, di arbitro inappellabile.
Ogni delibera o parere vengono adottati a maggioranza dei voti.
La parte che richiede l’arbitrato o il parere del Collegio deve avanzare a questo richiesta scritta indicante esattamente l’oggetto della controversia, inoltrandola tramite il Segretario Generale a mezzo lettera raccomandata indirizzata allo stesso. Le richieste di opposizione a delibere deo Consiglio Direttivo devono essere inoltrate entro 30 giorni dalla loro adozione.
Il Collegio dei Probiviri deve pronunciarsi entro 60 giorni dalla ricezione di qualsiasi richiesta di intervento.

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SEZIONE VI: RIVISTA DI SESSUOLOGIA

Art. 18: Rivista di Sessuologia

La testata "Rivista di Sessuologia" è di proprietà del C.I.S. e la conduzione della Rivista è posta sotto la sorveglianza generale del Consiglio Direttivo; pertanto nel rispetto della autonomia delle funzioni specifiche di Direttore e di Redattore Capo della Rivista, il Consiglio Direttivo della Associazione ha il compito di garantire la coerenza tra indirizzo generale della Associazione ed indirizzo generale della Rivista. Per tale funzione il Consiglio Direttivo del C.I.S. dovrà far parte nella sua totalità del Comitato Scientifico della Rivista.
Il Comitato Scientifico della Rivista di Sessuologia, di cui oltre ai Consiglieri possono far parte anche studiosi che non siano Soci del C.I.S., ha compiti di verifica e garanzia della validità scientifica della pubblicazione e, in tale ambito , di formulazione a richiesta di pareri sul materiale proposto per la pubblicazione.
Direttore Responsabile, Direttore Scientifico (se nominato) e Redattore Capo (se nominato) sono i responsabili della conduzione della Rivista di Sessuologia nei confronti della Associazione ed hanno l’obbligo di riferirne al Consiglio Direttivo. La scelta dei collaboratori redazionali è loro funzione autonoma. Il Redattore Capo (se nominato) deve essere scelto fra i Soci del C.I.S. ed ha gli stessi motivi di incompatibilità e decadenza dall’incarico dei Consiglieri; egli decade con il Consiglio Direttivo.

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SEZIONE VII: DELEGAZIONI REGIONALI

Art. 19: Costituzione, organizzazione ed attività

La Delegazione Regionale del C.I.S. è costituita da tutti i Soci di ogni categoria domiciliati in una stessa Regione e la sua costituzioneviene attuata per promuoverea livello regionale le attività del C.I.S. nel rispetto del suo Statuto e secondo le finalità in esso indicate.
I Soci della Delegazione sono coordinati dal Delegato Regionale e possono riunirsi in Assemblea.

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Art. 20: il Delegato Regionale

Il Delegato Regionale ha la rappresentanza del C.I.S. a livello regionale e ne cura e dirige le attività sociali.
Il Delegato Regionale è nominato dal Consiglio Direttivo ai sensi e norma del precedente Art. 16 ed ha la facoltà di attribuire, anche senza procedure formali, funzioni coadiuvanti ad uno o più Soci da lui stesso scelti a titolo personale.
Il Delegato Regionale provvede alla assunzione di iniziative regionali con autonomia funzionale, gestionale, amministrativa e finanziaria. In relazione a detta autonomia finanziaria resta comunque esclusa la possibilità di richiesta di contributi fissi e/o continuativi ai Soci o qualsiasi altra forma di quote sociali aggiuntive.
Il Delegato Regionale non può assumere impegni di spesa a nome della Delegazione o del C.I.S. che non siano preventivamente autorizzati dal Consiglio Direttivo.
Nell’ambito delle attività svolte nella propria Regione qualora non sia obbligatoria la firma del Presidente del C.I.S., il Delegato Regionale è autorizzato all’uso su documenti di natura non amministrativa delle seguenti dizioni: "Delegazione Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per il/la... (nome della Regione)" e: "Delegato Regionale per il/la... (nome della Regione) del Centro Italiano di Sessuologia".
Il Delegato Regionale ha l’obbligo di riferire annualmente al Consiglio Direttivo sulla attività svolta.

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SEZIONE VIII: NORME FINANZIARIE

Art. 21: Disponibilità finanziaria

Presidente, Segretario Generale e Tesoriere possono essere autorizzati dal Consiglio Direttivo ad una disponibilità finanziaria nell'esercizio delle loro attribuzioni. Le operazioni finanziarie per somme eccedenti tale disponibilità dovranno essere autorizzate di volta in volta dal Consiglio Direttivo.
Presidente, Segretario Generale e Tesoriere sono autorizzati con delega, da conferirsi una volta per tutte dal Consiglio Direttivo nell'ambito dei propri poteri amministrativi, a compiere tutte le operazioni bancarie e postali routinarie per la gestione della Associazione, ivi compresi l'apertura e chiusura di conti correnti intestati al C.I.S., il potere di firma su di essi, eccetera.

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Art. 22: Gratuità di prestazioni e di rimborsi

Tutte le cariche e funzioni previste dallo Statuto e dal presente Regolamento si intendono svolte a titolo gratuito con esclusione anche di gettoni di presenza per le riunioni collegiali.
Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di delibererare il rimborso totale o parziale delle sole spese documentarie sostenute dai singoli Soci, compresi i Consiglieri, in attività autorizzate dallo stesso Consiglio, svolte in rappresentanza e/o per conto e/o nell'interesse del C.I.S., ivi comprese le spese di partecipazione alle riunioni collegiali del Consiglio medesimo.

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