Impianto di protesi peniena

22 dicembre 2016

Di Lilia Utizi*, Enrico Caraceni†

 

“Mi tocca farlo: affamato mi alzo dal letto lasciando li un pezzo di torta.”

 

Con l’intento di comprendere la qualità di vita dei pazienti affetti da disfunzione erettiva severa dopo impianto di protesi peniena abbiamo costruito e applicato uno strumento-questionario sulla qualità di vita per patologia specifico: Il Quality of Life and Sexuality Penile Prosthesis (QoLSPP) (Caraceni E., Utizi L. J Sex Med. 2014 Apr; 11(4):1005-12 .

 

Lo scopo che ci siamo proposti è stato comprendere in che modo la funzione protesica possa permettere un vivere sessuale riqualificante la salute della persona nel suo significato di un benessere bio-psico-socio-relazionale secondo quanto formulato dall’OMS.

 

Il questionario è derivato dal modello teorico della tecnica psicologica riferito all’approccio sessuologico (Rifelli G., Scuola di sessuologia Italiana – Bologna), definito su quattro componenti principali richiamanti la QdV: somatico funzionale, intimo-relazionale, sociorelazionale e intrarelazionale.

 

Le analisi psicometriche per la standardizzazione del questionario hanno riconosciuto la sua validità e consentito il suo adottamento. Attualmente è implementato in un progetto di studio nazionale. (Pescatori E., Utizi L. et al. Arch Ital Urol Androl. Vol. 88 n.2, 2016.

 

Lo studio si è avviato con la partecipazione di un gruppo di 69 pazienti che sono stati impiantati con protesi idraulica tricomponente nell’ U.O. di Urologia di Civitanova Marche tra il 1998 e il 2009 da un singolo chirurgo per una disfunzione erettiva grave.

 

I risultati ci mostrano come l’impianto protesico correla con una elevata QoL del paziente dopo impianto e del rapporto di coppia percepito, con sopra l’85% di risposte positive in tutti e 4 i domini della QdV.

 

Le aree maggiormente esposte ad una bassa Qdv è l’area relazionale e l’area sociale (15%), quest’ultima in miglioramento solo dopo 3 anni dall’intervento.

 

Nell’area relazionale si evidenzia come la soddisfazione della partner percepita dal paziente predice il benessere di coppia e anche la maggior soddisfazione della partner influenza l’aumentare di una positiva risposta circa il grado di aspettativa del paziente riguardo la protesi.

 

Altri risultati del questionario con i dati clinici ci mostrano la presenza di fattori ostacolanti la QdV : l’accorciamento penieno, la giovane età, l’obesità, la diagnosi di chirurgia pelvica e induratio, il tempo trascorso dall’intervento non prima di 3 anni e in ultimo la revisione/riposizionamento dell’impianto come invece fattore migliorativo. Fattori tutti in grado di predire la QoL del paziente dopo impianto protesico.

 

Cosa rimane è l’aspetto psichico danneggiato di perdita del Sé della persona impotente, una ferita narcisistica con tempi e modi differenti dalla risoluzione chirurgica e tale da non consentire la fuoriuscita dallo stato di impotenza e il miglioramento della QoL dopo impianto. Il basso grado di soddisfazione diviene quindi indice di un cattivo adattamento dopo l’impianto.

 

La sessualità non viene sentita più come prima se non ricreata attraverso una nuovo modo di sperimentarla.

 

La sensazione di virilità danneggiata perpetua la condizione di malattia dell’impiantato: un vissuto di incapacità nel sentirsi ancora malato in grado di trasferirsi anche nel rapporto di coppia andando a incidere sul suo benessere.

 

L’integrazione e l’affiancamento che l’approccio psico-sessuologico apporta a quello medico-chirurgico si costituisce pertanto fondamentale a colmare lalacuna che l’esclusiva attenzione al solo dato medico-chirurgico arreca alla persona e alla sua qualità di vita se non concepite nelle loro unità psico-somatica.

 

L’attivazione del dispositivo protesico in modo precoce come nuova tecnica di intervento medico-chirurgo assieme ad un percorso di valutazione psicologico ha riconosciuto il raggiungimento dell’ end point terapeutico in termini di qualità di vita del paziente portatore di protesi.

 

La consulenza psico-sessuologica attraverso la comprensione delle reali aspettative del paziente nei riguardi della protesi, dell’intervento e delle sue conseguenze, consente di accompagnare la persona a vivere l’ impotenza non solo come danno erettivo e quindi funzionale, ma anche come danno emotivo arrecato al sentimento di sé.

 

Integrare questo è acconsentire il desiderio di una soluzione che per quanto mai a ripristino della precedente condizione di vita sessuale, può essere sentita in termini di vissuto riqualificante la persona, il suo benessere di vita sessuale e generale.

 

* Psicologa, Sessuologa, Consulente O.U. di Urologia, Ospedale Civile Civitanova Marche;

† Direttore, Unità Operativa di Urologia, Ospedale Civile Civitanova Marche

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