Intervista a Roberta Rossi

di Giuliana Proietti

 

Che cosa è la FISS e di che cosa si occupa?

 

La Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica riunisce le diverse Associazioni e Società che storicamente si sono occupate della Sessuologia in Italia. Lavoriamo nell’ambito della formazione, della ricerca, dell’aggiornamento e della clinica in sessuologia seguendo un modello integrato, oggi si direbbe biopsicosociale, che permette di avere una visione più completa, ma anche più complessa, della sessualità nelle sue diverse sfaccettature. Il modello integrato prevede il lavoro congiunto di diversi specialisti, l’utilizzo di diverse tecniche, ma soprattutto una lettura integrata nella mente dell’operatore. Che ci si occupi di educazione alla sessualità, di clinica sessuologica, di ricerca o di formazione, questa integrazione è alla base di una particolare attenzione al committente e consente di fare interventi in una ottica olistica. Come Federazione abbiamo anche lavorato molto per rendere comuni i parametri formativi delle scuole di Formazione in Sessuologia Clinica presenti in Italia e che aderiscono alla Federazione riconoscendo e applicando tali criteri formativi. Questo ha fatto in modo nel tempo di avere professionisti con una formazione unitaria in sessuologia.

 

Quali sono i vantaggi per chi si iscrive alla FISS e quali gli oneri?

 

L’iscrizione al Registro Interno della FISS, possibile per i colleghi che hanno frequentato una delle scuole riconosciute dalla Federazione, consente di avere una serie di benefit. Intanto il nome del collega è riportato sul sito della Federazione, in uno spazio dedicato al registro interno, che può essere consultato per la ricerca di un sessuologo nelle diverse regioni italiane. Questo permette una visibilità doppia: per chi ha una difficoltà o un dubbio e ha necessità di consultare un sessuologo, e per coloro che essendo professionisti della salute più in generale, penso ad andrologi, ginecologi e altro, che hanno necessità di un collega sessuologo per un eventuale invio sul territorio. Gli iscritti sono tenuti a seguire, nel lavoro inerente alla sessuologia, al Codice Deontologico per gli operatori della salute sessuale, redatto dalla FISS. Come FISS abbiamo stipulato delle convenzioni che permettono di avere sconti su diversi strumenti utilizzati nella pratica clinica e per l’aggiornamento. In questo senso abbiamo reso disponibili sul sito in una area riservata la consultazione di due riviste internazionali di sessuologia (J Sexual Medicine e Sexual Medicine Review) e una italiana (Rivista di Sessuologia Clinica). Sono previste inoltre quote ridotte per l’iscrizione ai congressi e ai corsi di aggiornamento. L’iscritto è tenuto al pagamento di una quota annuale di 50,00 o 100,00 euro, a seconda della qualifica alla quale richiede di iscriversi, che deve corrispondere alla qualifica ottenuta nel corso di Formazione svolto.

 

Che cos’è la Settimana del Benessere Sessuale? Da quando esiste questa iniziativa e che risultati ha prodotto?

 

La Settimana del Benessere Sessuale è una iniziativa che sarà quest’anno alla sua terza edizione. Ad essere coinvolti sono i colleghi iscritti al Registro Interno FISS, un altro vantaggio per gli iscritti, che in quella settimana possono organizzare convegni, seminari, centri di ascolto, ed offrire consulenze gratuite a chi ne farà richiesta. Si tratta di un evento diretto fondamentalmente alla popolazione per diffondere un messaggio sull’importanza del Benessere Sessuale come parte integrante del benessere generale. Abbiamo ricevuto il patrocinio dal Ministero della Salute, dell’Ordine Nazionale dei Medici e l’Ordine Nazionale degli Psicologi oltre quello delle due Associazioni, Europea e Internazionale, di Sessuologia la EFS e la WAS. Da quando abbiamo iniziato ad oggi sono stati coinvolti circa 200 colleghi sul territorio italiano e abbiamo raggiunto un buon numero di persone, relativamente ad una iniziativa come la nostra che non prevede sponsor particolari. Una ottima attenzione la abbiamo ricevuta anche dai media, con molti articoli sui vari eventi proposti e quindi una buona diffusione nazionale.

 

Che novità ci sono per la Settimana del Benessere Sessuale 2016? Ci sono ancora molte cose da fare per questa iniziativa, soprattutto trovare un modo per supportare i colleghi che si trovano a lavorare in ambienti ancora troppo chiusi riguardo l’argomento sessualità. La mancanza di fondi è l’argomento più spinoso, vorremmo attivare un numero verde per le informazioni e la gestione degli appuntamenti ma non sappiamo se riusciremo quest’anno. Per quanto riguarda la parte organizzativa, la Settimana del Benessere Sessuale, che si svolgerà dal 1 al 6 ottobre 2016 in diverse regioni italiane, segue più o meno lo schema degli anni precedenti. Abbiamo ad oggi 150 colleghi che hanno aderito e che stanno lavorando per l’organizzazione delle iniziative locali. Speriamo di potere avere una eco sempre maggiore sui media anche per far conoscere il lavoro del sessuologo. Le notizie degli eventi organizzati saranno pubblicate sul sito della Federazione www.fissonline.it nello spazio dedicato alla SBS 2016 e sui social della FISS.

 

La FISS da tempo si sta battendo per il riconoscimento della professione del sessuologo: a che punto siamo?

 

Abbiamo preparato la domanda da inviare agli enti preposti al riconoscimento. Quindi una volta inviata dobbiamo aspettare la risposta. Non sappiamo quanto tempo prevederà questo processo, ma vi assicuro che abbiamo lavorato molto e con grande impegno, nella speranza di dare un futuro a questa importante disciplina.

 

Recentemente varie sentenze hanno ribadito l’esclusiva competenza dello psicologo nell’attività di counseling e nel trattamento di ogni disagio psicologico, anche se di lieve entità e fuori dai contesti clinici. Queste sentenze hanno avuto ripercussioni sulla categoria dei sessuologi non psicologi e in che modo?

 

A quanto ne so io nessuna ripercussione particolare, il counseling psicologico è di giusta appartenenza dello psicologo, ma nel counseling sessuologico c’è spazio da sempre per diverse discipline. L’importante come al solito è rispettare l’ottica integrata che prevede anche il riconoscimento e il rispetto delle diverse competenze.