Intervista alla Dottoressa Cristina Florini

26 Agosto 2019

Brevemente di cosa si occupa e qual è la sua specializzazione?

I miei campi prevalenti sono: progettazione e attivazione corsi di formazione; attività clinica, psicoterapia e terapia sessuale rivolta ad adolescenti, adulti e coppie; area psicologia delle organizzazioni.

Quali studi ha intrapreso per esercitare la sua professione?

Laurea in psicologia, scuola quadriennale di psicoterapia, scuola quadriennale di sessuologia, ho eseguito una psicoterapia analitica individuale e attuo una supervisione continua casi, diversi corsi di aggiornamento relativi alle aree: adolescenza, mindfulness, gestalt, psicologia delle organizzazioni e gestione aula e team.

Qual è la gratificazione maggiore del suo lavoro?

La varietà delle attività e delle relazioni, la creatività da porre in qualsiasi attività, lo studio e la ricerca che stimola da una crescita personale e professionale continua.

La scelta di affidarsi a un sessuologo viene spesso vissuta come un momento di imbarazzo, quali consigli può dare a chi richiede questo consulto?

Di affidarsi a specialisti seri e affidabili da un punto di vista del curriculum formativo e professionale, richiedendo un primo consulto al fine di focalizzare il bisogno di aiuto e le relative aspettative.

Quando viene richiesto il suo aiuto?

Da parte di medici con cui ho attivato una collaborazione, o da persone, (singole, coppie, genitori, gruppi,…) che percepiscono il bisogno di aiuto.

Ha più pazienti uomini o donne? E secondo lei perché?

La percentuale dei miei pazienti è pressochè 50% di entrambi, collaborando con andrologi, ginecologi.

In percentuale rispetto ai suoi pazienti quante coppie arrivano da lei per intraprendere un percorso di terapia di coppia?

La percentuale stimata è del 15%, quanto meno per fare una consulenza, poi l’eventuale terapia di coppia segue questa prima fase di lettura della richiesta di aiuto e delle aspettative.

Perchè un medico dovrebbe consigliare una visita da un sessuologo?

Lo psicosessuologo deve entrare a far parte della valutazione diagnostica relativa ai disturbi sessuali maschili, femminili e di coppia, a fianco di quello medico, in quanto la sessuologia prevede sempre un’integrazione delle competenze mediche e psicosessuologiche.

Come vede affrontato il discorso della sessualità nelle nuove generazioni? Quali differenze sono preponderanti tra i nostri genitori, noi e i nostri figli?

La sessualità comprende aspetti anatomo-fisiologi e psicologici/relazionali della persona/coppia e si inscrive sempre in un contesto socio-culturale-storico, pertanto questi ultimi aspetti influenzano i linguaggi, i costumi, i comportamenti, …, un accento particolare ai social, come hanno cambiato il nostro modi di relazionare/comunicare e che influenza ha avuto sulla sessualità: ricerca e incontri sul web, sexiting, tradimenti on-line.

Il “calo del desiderio” è la patologia più frequente oggi?

E’ una patologia presente sia nell’uomo che nella donna che nella coppia, non siamo più stimolati a desiderare, siamo la società del “tutto e subito”, tutto e subito fa morire il desiderio, annullando l’aspettativa e la fantasia di quello che desideriamo.

Come definirebbe la nostra epoca dal punto di vista della sessualità?

Fluida, del “tutto subito”.

Quanto pensa che la pornografia possa danneggiare la sessualità?

Quando diviene troppo esplicita e focalizzata su una parte specifica e ripetitiva.
Diverso è l’erotismo che lascia immaginare e fantasticare, quindi attiva il desiderio.

Ha molti casi di abbandono del paziente? Perchè accade?

Rispondere presuppone un’analisi un po’ più complessa:
a) ci sono pazienti che non iniziano mai un percorso, a volte siamo noi specialisti che lo pensiamo, ma loro sono venuti solo per una consulenza:
b) ci sono pazienti che hanno aspettative irrealistiche
c) ci sono professionisti che hanno aspettative irrealistiche, intendo che non hanno colto il reale bisogno portato da quel paziente e in quel momento
d) raro invece pazienti che abbandonino un percorso già in essere, se non per problemi logistici (trasferimento, ..,), questo se si è costruita una valida relazione di aiuto nel caso di un percorso di counselling psico-sessuologico, o di alleanza terapeutica nel caso di un percorso di psicoterapia sessuale.

Qual’è la possibile durata del percorso di cura?

Un percorso di counselling psico-sessuologico generalmente ha una durata da 3 settimane a 3 mesi.
Un percorso di psicoterapia sessuale: generalmente da 6 mesi e 12 mesi.

Quanto viene personalizzata la terapia?

La terapia deve mantenere ferma la successione della prescrizione delle mansioni all’interno del percorso terapeutico, ma deve assolutamente essere personalizzata, flessibile e creativa, rivolta a quel paziente in quel momento; oggi spesso in alcune psicoterapie vengono applicati protocolli rigidi, che poco hanno a che vedere col bisogno di quel paziente in quel momento; ciò che cura sottolineo è la relazione terapeuta paziente.

A chi spetta il compito di impartire l’Educazione sessuale nelle scuole?

Agli esperti del settore, siano insegnanti, educatori, psicologi, medici, …, cioè professionisti capaci di progettare e gestire interventi di educazione all’affettività e alla sessualità, conoscano i bisogni degli adolescenti, siano capaci di gestire gruppi e siano esperti degli argomenti oggetto dell’intervento informativo-educativo-formativo. Professionisti formati nelle scuole di sessuologia riconosciute.

Quali sono le principali disfunzioni sessuali dell’uomo e della donna?

Dal mio osservatorio:
a) nella donna mancanza di desiderio e dispareunia
b) nell’uomo mancanza di desiderio e deficit erettile
c) nella coppia mancanza di comunicazione, difficoltà nei rapporti sessuali.

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