Intervista alla psicologa Gabriella Rifelli

01 Luglio 2019

Brevemente di cosa si occupa e qual è la sua specializzazione?

Fondamentalmente posso dire che mi occupo del benessere psichico della “persona”. Sono psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico e ho una formazione specifica post laurea in Sessuologia. Svolgo attività clinica privatamente e attività di formazione post laurea in ambito sessuologico. Nel mio studio giungono le persone che stanno vivendo un disagio psichico, stati d’ansia, depressione, momenti di blocco evolutivi…e che non riescono da sole ad affrontare un particolare evento della loro vita in generale o che vivono periodi in cui un particolare disagio anche sessuale impedisce di vivere serenamente la propria vita o la propria relazione di coppia.

Quali studi ha intrapreso per esercitare la sua professione?

Dopo il diploma mi sono laureata in Psicologia e poi specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica presso la Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica. Parallelamente alla specializzazione in psicoterapia ho effettuato la formazione post laurea in Sessuologia Clinica che mi ha permesso di lavorare con le persone e le coppie che portano un disagio sessuologico. Ho poi completato la mia formazione con corsi e stage per diventare formatore in ambito psicologico/sessuologico. Si può dire che il percorso di studi per questa professione è lungo, diciamo una decina d’anni complessivi…

Qual è la gratificazione maggiore del suo lavoro?

Sia nell’ambito clinico che formativo direi che il vedere come le persone possano “crescere” ed evolversi nella loro vita in modo più adeguato e soddisfacente, grazie anche al mio aiuto, sia la gratificazione più grande. E’ vero che chi arriva nel mio studio vive un disagio che lo fa soffrire e aiutare la persona a superarlo e vedere che sta meglio è gratificante, ma ritengo che sia ancora più importante quando capisco che la persona sta assumendo degli strumenti di vita che gli serviranno in generale e non solo in quel particolare momento così da poter essere pronto anche quando il futuro potrà presentargli altre sfide e problemi e potrà affrontarli facendo affidamento anche al percorso di crescita fatto con me.

La scelta di affidarsi a un sessuologo viene spesso vissuta come un momento di imbarazzo, quali consigli può dare a chi richiede questo consulto?

La sessualità e il come viene vissuta è un aspetto molto intimo della persona e non è facile pensare di parlare con qualcuno della propria intimità e questo determina imbarazzi a volte così forti che rendono molto difficile rivolgersi a qualcuno per affrontarli. E’ difficile dare consigli, non si può prescindere da questo imbarazzo e bisogna per forza affrontarlo, è bene però sapere che il Sessuologo è specificatamente formato e preparato per mettere la persona a proprio agio e aiutarla ad affrontare la situazione e per questo solitamente a pochi minuti dall’inizio del colloquio l’imbarazzo non rappresenta più un problema.

Perchè un medico dovrebbe consigliare una visita da un sessuologo?

La sessualità è parte integrante della persona e il modo in cui la viviamo e la sperimentiamo deriva da tanti fattori, intrapsichici, sociali educativi e certo anche organici. Il medico si occupa della persona nei suoi aspetti prettamente organici ma come vengono affrontati emotivamente è fondamentale per favorire la guarigione e lo stato di benessere. Noi non siamo solo corpo o solo mente, l’uno si integra con l’altro e un disagio organico porta a disagi emotivi, o disagi emotivi possono determinare problemi di ordine organico. Medico e Psicologo/Sessuologo dovrebbero sempre collaborare per favorire nel paziente questa integrazione corpo/mente fondamentale per una guarigione completa.

Qual è la possibile durata di un percorso di cura?

E’ difficile definire a priori una durata, dipende da che disagio viene portato, dall’obiettivo del percorso terapeutico, a volta può essere sufficiente qualche colloquio per ridefinire il problema e trovare strategie di soluzione, a volte i percorsi terapeutici durano qualche anno. In ambito prettamente sessuologico possiamo dare una definizione più precisa, tendenziamente infatti i percorsi di coppia volti a ritrovare una soddisfazione sessuale durano mediamente dai sei agli otto mesi.

Quanto viene personalizzata la terapia?

Moltissimo, chi è stato mio allievo sa che il mio motto è “dipende”. Noi lavoriamo con la persona e ognuno è un mondo assestante non incasellabile a priori in categorie definite. Questa è sia la fatica che il fascino del nostro lavoro, comprendere la singolarità della persona o della coppia che si rivolge a noi e personalizzare il lavoro terapeutico man mano che si procede nell’iter. Non c’è una medicina unica valida per tutti, più un terapeuta ha la capacità e l’adattamento necessario per modificare il lavoro in itinere più la terapia potrà avere esiti positivi.

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