La coppia distanziata nell’era Covid-19: #lontanimavicini

Dr.ssa Daniela Maramao
Psicoterapeuta
 

La coppia distanziata nell’era Covid-19: #lontanimavicini


 

Una diade diventa coppia quando le due persone che la compongono condividono i sottosistemi sessuale, emotivo e sociale. Dal mese di marzo il modo di condividere questi 3 sottosistemi è cambiato e la diade ha dovuto riorganizzare il proprio modo di stare insieme.
Le coppie che, per motivi diversi, come ad esempio il lavoro, si sono trovate ad essere in due luoghi fisici distanti, hanno dovuto improvvisamente rinunciare a qualsiasi tipo di contatto fisico e sessuale diretto per un tempo indefinito. La condivisione del contesto sociale della coppia permane a livello virtuale: le chat e le riunioni con gli amici sono possibili solo se condivise tramite i social.
Niente più abbracci, niente più baci…
Le coppie si sono trovate così a ridefinire la loro quotidianità compromessa da un microorganismo insidioso quanto pericoloso, e a dover così ridefinire il loro modo di stare insieme.
Il distanziamento sociale ha costretto ognuno di noi a rivedere il proprio modo di relazionarsi con gli altri. È stato modificato il canale interpretativo del non verbale che avevamo acquisito: oggi ci troviamo a codificare i tempi attesi per la risposta ad un messaggio in chat, la condivisione di emozioni per mezzo di emoticon stereotipate o altro. Mi viene in mente un laboratorio di supervisione condotto da Lorna Benjamin che sulla base di un colloquio registrato solo a livello vocale, riusciva a comprendere il modello intrapsichico ed interpersonale del paziente concentrandosi sulle sole informazioni sonore.
Facendo riferimento al principio darwiniano relativo al comportamento non verbale, secondo il quale l’espressività delle emozioni muta in funzione del codice sociale che regola l’espressività stessa, laddove non sia possibile avere accesso al canale comunicativo visivo del volto dell’interlocutore, non possiamo che decodificare le rappresentazioni che l’altro ci invia della propria espressione di emozionalità tramite le emoticon, o l’intonazione del messaggio vocale.
Ma torniamo alle nostre coppie forzosamente distanziate. Se prendiamo in considerazione le relazioni che erano sul nascere, quelle non ancora ben definite, in bilico tra l’amicizia stretta e il fidanzamento, esse hanno subito una sorta di congelamento parziale riferito alla sola parte del contatto fisico. Queste coppie, infatti, hanno potuto continuare a “frequentarsi” su un piano diverso, quello sentimentale. Si riscopre l’importanza del sentimento e dell’amore di tipo spirituale, la condivisione di speranze e progetti futuri, la possibilità di esprimere in differita ciò che si prova nei confronti dell’altro, come le lettere d’amore che si scrivevano i nostri bisnonni: quel bacio stampato su una cartolina che racchiudeva in sé mille speranze…
Mi chiedo come tutto questo influirà sulle relazioni di attaccamento di tipo sentimentale.
Bowlby ipotizzava che le relazioni di attaccamento nell’infanzia fossero la matrice di quelle che poi si sarebbero rivelate nelle relazioni amorose adulte. Nelle relazioni di coppia, così come in quelle bambino-caregiver, le dimensioni che caratterizzano il legame di attaccamento sono: l’effetto mantenimento del contatto, l’effetto rifugio sicuro, l’effetto ansia da separazione, l’effetto base sicura. Riguardo alla prima dimensione, così come rispetto all’ansia da separazione, ad esempio, a causa del distanziamento sociale obbligatorio, le coppie non conviventi hanno dovuto rivedere il concetto di “mantenimento del contatto” che non è stato possibile legare all’esperienza “touch” ma tuttalpiù all’esperienza visiva. Rispetto all’ansia da separazione molti hanno dovuto fare i conti con il distanziamento forzoso quanto improvviso, al di là delle intenzioni e dei desideri del partner. I rapporti sessuali hanno dovuto subire una trasformazione, almeno in via temporanea. Lo sviluppo della tecnologia ha favorito lo scambio erotico permettendo ai partner di condividere l’autoerotismo, laddove gli individui non si siano sentiti intimoriti da questo tipo di esperienza sessuale a distanza. Una diminuzione delle esperienze sessuali può aver colpito anche le coppie conviventi per effetto del ruolo giocato dalla paura. Tale sentimento può essere riferito all’insicurezza sul futuro dettato dalla mancanza di riferimenti. Mi riferisco alla paura di essere contagiati quando si è all’esterno della propria abitazione, all’insicurezza economica di chi si è trovato bloccato da un punto di vista lavorativo e non sa quando e se potrà tornare a far parte della forza lavoro sociale o in che modo, la paura della perdita di persone care, l’incertezza di avere a disposizione le risorse che avevano rappresentato, fino ai primi di marzo, un pilastro su cui progettare il futuro. Tutto ciò impatta sul benessere della persona e della società. L’emozione della paura può provocare anche una diminuzione o addirittura il blocco dello scambio erotico e, in una situazione di stallo e di insicurezza, si verifica anche una diminuzione del desiderio sessuale. Tutto questo ha un impatto notevole sul benessere psicofisico della persona in quanto la sessualità ne è parte integrante.
Un’ultima riflessione sull’impatto dello sviluppo del mondo web: se riteniamo che sia di fondamentale importanza in una relazione mantenere la comunicazione, dobbiamo essere grati allo sviluppo e alla divulgazione della tecnologia. Infatti, se fino ieri essa poteva essere considerata un ostacolo alla relazione, in quanto si riteneva contribuisse a mantenere le distanze fisiche, oggi è proprio grazie alla tecnologia digitale che si può rimanere uniti. Il canale virtuale, in una situazione di distanziamento coatto, permette la comunicazione con il partner con il quale condividere non solo le emozioni ma anche i desideri. Tutto questo rende possibile portare avanti il discorso di una progettualità a due nell’era “#lontanimavicini”.


 

Bibliografia
Attili, G., (2004), Attaccamento e Amore, Bologna, Il Mulino.
Attili, G., (2007), Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente: Normalità, patologia, terapia. Milano, Raffaello Cortina Editore.
Bowlby J., (2013), Attaccamento e perdita, Bollato Boringhieri editore.
Giusti, E., Ticconi, G., (1998), La comunicazione non verbale, Roma, Scione Editore.

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