I limiti della gender identity

Davide fu impavido ed eroico, adolescente vinse il gigante Golia con una semplice fionda, quindi fu scudiero del re Saul e poi genero dello stesso; re profeta e guerriero, poeta e musico, si meritò il castigo divino per l’adulterio con l’affascinante Betsabea… Si dice che chi si chiama Davide (derivato dall’ebraico Davidh = amato), analogamente al suo biblico predecessore, voglia sempre essere dalla parte dei vincenti e avere il meglio in ogni campo e a tutti i costi.

 

Se fosse vero che nel nome che portiamo è indicato il nostro destino, scegliere a 16 anni di chiamarsi David, la direbbe lunga sulle sottostanti fantasie di vittoria o di rivendicazione. Ma forse David era semplicemente il nome del nonno di Brenda Reimer, la ragazza sedicenne di Winnipeg (Manitoba, USA) che decise di farsi ragazzo e scelse quindi quel nome perché ogni cosa potesse essere al suo posto. Il disordine in realtà non era poco: David/Brenda aveva anche un gemello monovulare e quindi del medesimo aspetto se non fosse stato per quella pétit différence che aveva indotto i genitori a chiamarlo Brenda. Un osservatore ignaro dei precedenti che avevano reso possibile una simile differenza avrebbe dovuto mettere in discussione la genetica da Mendel in poi, visto che i gemelli monovulari avendo lo stesso corredo cromosomico, sono assolutamente uguali, ma in realtà Brenda Reimer, ora David Reimer, alla nascita (avvenuta nel 1965) era stata battezzata Bruce.

 

I problemi ebbero inizio quando (il piccolo Bruce aveva sette mesi) nel realizzare la circoncisione un incidente chirurgico aveva privato il neonato del pene e aveva indotto a trovare la soluzione più opportuna nella riassegnazione coatta del sesso secondo il principio che è meglio una femmina costruita in sala chirurgica che un maschio castrato. La vicenda di Bruce alias Brenda venne descritta da Money nel 1972 (Uomo, Donna. Ragazzo, Ragazza. Feltrinelli 1976), i toni erano entusiastici: un triplice accordo realizzato fra chirurghi, psicologi e i coniugi Reimer aveva consentito di attribuire un nuovo sesso anatomico a Brenda/Bruce che sarebbe stata sottoposta periodicamente a correzioni chirurgiche, mentre i genitori sarebbero stati aiutati a condurre una educazione “al femminile” e, quando Brenda aveva già cinque anni, pur riconoscendo che era una bambina con tratti da maschiaccio, Money confidava molto nella madre della quale riportò alcune affermazioni: “Le insegno ad essere più gentile e calma […] affinché sia calma e composta come una signorina…”. Dobbiamo immaginare che un evento del genere dovesse restare assolutamente segreto per non turbare la crescita di Brenda, ma la sua eccezionalità, l’interesse scientifico, le ambizioni personali, la intrusività dei media e non ultime le possibili speculazioni economiche hanno fatto ben presto di Brenda un evento pubblico e non solo per le comunicazioni (scientifiche, ma di fatto a disposizione del grande pubblico) dello stesso Money, ma anche per l’intervento della televisione (la BBC fece un servizio già negli ultimi anni settanta). Brenda venne così a sapere la verità sulla sua vicenda e dopo pochi anni pretese di riavere quel sesso maschile (ma anche il compenso per i danni subiti) che aveva visto realizzarsi nel fratello Brian e che, come alcuni le avevano detto, le era stato rubato.

 

Oggi, ad opera di un giornalista (John Colapinto) che in un primo tempo ha pubblicato i risultati della sua inchiesta su Bruce/Brenda/David nella rivista Rolling Stones (sic!) possiamo disporre di una raccolta puntuale degli eventi, che tuttavia sono stati ampiamente strumentalizzati (senza considerare lo sfruttamento commerciale) per cercare di rinnovare la diatriba fra i sostenitori della cultura come artefice dominante della costruzione dell’identità e i suoi detrattori. Il titolo del libro di Colapinto riprende infatti la frase come natura l’ha fatto con cui Rousseau iniziò le sue confessioni (As nature made him, Quartet Books, London 2000) contrapponendosi, fin dalle prime pagine, alle posizioni di Money che ritiene erroneamente un fanatico della cultura. Credevamo che non destasse più alcun interesse la vecchia questione su quanto si è uomini o donne per volere della natura o per l’intervento della cultura. Credevamo che avessimo rinunciato alle classificazioni dicotomizzanti, ai manicheismi e ai partiti che difendono le verità estreme e assolutizzanti.

 

L’identità di genere si costruisce e probabilmente non si può costruire un uomo o una donna senza un corpo né si può essere dotati di un corpo senza che ad esso non venga attribuito un significato di genere. La necessità di ricorrere alle categorie rigide della natura e della cultura esprime solo i limiti entro i quali si muove la nostra conoscenza spesso incapace di accogliere la complessità degli eventi comprendendoli senza bisogno di catalogarli e forse questo è stato anche il limite dell’esperienza avviata da Money, chirurghi e coniugi Reimer che non hanno considerato la rilevante quantità di variabili che avrebbero dovuto poter controllare per consentire a Bruce di diventare veramente Brenda.

 

Gennaio/Febbraio 2000 –Anno VIII- n° 1

In “Frammenti di Sesso” CIC, 2005

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