Masturbazione femminile: falsi miti e tabù

ANNA PASOLLI
dottoressa in Psicologia di Comunità, della Promozione del benessere e del Cambiamento Sociale
 

Masturbazione femminile: falsi miti e tabù

 

Il piacere femminile, dalla società italiana conservatrice considerato elemento impronunciabile della sessualità, è argomento ancora oggi circondato da disinformazione, falsi miti e ambiguità.
 

Nonostante sia ormai noto che i bambini di entrambi i generi si tocchino provocandosi sensazioni piacevoli seppur sconnesse dal concetto adulto di sessualità sin dalla nascita, è indubbio che per la nostra società questo concetto sia molto più accettabile quando riferito a un maschio. Questa tendenza prosegue poi durante l’adolescenza e la vita adulta, senza perdere importanza persino durante la terza età, periodo della vita durante il quale è più facile e generalmente accettato che un uomo ricerchi una partner giovane a fini sessuali o che un maschio utilizzi farmaci per continuare la sua attività sessuale. Il piacere maschile, d’altronde, è sempre stato accettato se non addirittura considerato necessario e immancabile per svolgere qualunque tipo di atto sessuale. Insomma, il falso mito della “cecità” è stato messo a tacere da un pezzo. Il piacere femminile, invece, è sempre stato immaginato come extra, come qualcosa che “se succede è bello” ma che va sempre immaginato nel contesto di coppia eterosessuale e quasi mai in termini di masturbazione.
 

Ancora oggi molte donne raccontano di come durante l’adolescenza, periodo caratterizzato dall’esplorazione di sé e dalle domande curiose dei coetanei, abbiano mentito dicendo di non masturbarsi anche alle amiche più care, poiché tutte silenziosamente convinte che non fosse una cosa da fare. Alcune utilizzano la parola “sporca”, o “peccato”, o raccontano di come pensassero che ciò avrebbe potuto portare malattie. Eppure, quasi la totalità lo faceva.
 

Ancora oggi, la società è convinta che la masturbazione femminile avvenga durante “lunghi periodi di astinenza”, avallando la credenza che se un uomo fosse presente nella vita di queste donne, allora masturbarsi non servirebbe. Allo stesso tempo, praticamente tutti ormai sanno e accettano che gli uomini continuino a masturbarsi anche quando impegnati in relazioni di coppia, perché “è normale”, “è fisiologico”. Eppure, anche la quasi totalità delle donne lo fa più spesso di quel che si creda.
 

Ancora oggi, molte persone sono convinte del fatto che la masturbazione femminile avvenga per lo più tramite inserimento di dita e stimolazione interna, e quindi con l’obiettivo di mimare la penetrazione. In realtà, solo il terzo esterno della vagina è dotato di sensibilità e la maggioranza delle donne si masturba esternamente, stimolando il clitoride (slegando quindi ulteriormente la masturbazione femminile da una concezione etero-patriarcale della stimolazione vaginale). Questa realtà fatica ad essere conosciuta poiché l’argomento non viene praticamente mai liberamente discusso all’interno della nostra società, ad esclusione dei luoghi di formazione di esperti.
 

Banalmente, il fatto che le donne sin dall’adolescenza, pur non sentendo parlare di masturbazione femminile né dalle amiche né dalla società, pur avendone paura, pur non sapendo precisamente come funzioni, finiscano comunque per intraprendere questo percorso di conoscenza di sé e piacere è di per sé il miglior argomento a favore della masturbazione. Sicuramente si potrebbe argomentare come la masturbazione porti a numerosi benefici, tra i quali la conoscenza del proprio corpo e la riduzione dello stress. Tuttavia, questo lavoro di advocacy non dovrebbe semplicemente essere necessario. Le donne lo fanno, punto. La masturbazione è intima e non rischia di dolere nessuno, non comporta rischi come gravidanze indesiderate o infezioni sessualmente trasmissibili. È arrivato il momento, per la nostra società, di rinunciare alle imposizioni sulla sessualità privata ed intima femminile, per un semplice motivo: il piacere è un diritto, e non va giustificato.
 

Fortunatamente, sembra che i giovani d’oggi stiano sfruttando sempre più i nuovi metodi di comunicazione per aumentare le conoscenze e la salienza di alcuni temi inerenti alla salute sessuale, tra i quali anche la masturbazione e il piacere femminile.
 

Si diffondono sempre più velocemente volantini e video esplicativi, che con forza sottolineano e reclamano il diritto al piacere delle donne e si occupano di eliminare falsi miti riguardo alla masturbazione. Così com’è stato per il mito della “cecità”, si può quindi auspicare che presto anche i tabù riguardanti la masturbazione femminile verranno eliminati e la società sarà finalmente pronta per affrontare questi argomenti in maniera limpida e veritiera, senza stigmatizzare il piacere femminile.

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