Prostituzione Minorile

Vanessa Treccani
Psicologa
Spec. in Criminologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale

 

PROSTITUZIONE MINORILE
 

Il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, entrato in vigore nel gennaio 2002, individua tre principali forme di sfruttamento sessuale tra loro collegate: prostituzione minorile, pedopornografia e vendita di minori. Quest’ultima è strettamente connessa alla prostituzione minorile.
 

Uno dei modi maggiormente conosciuti di sfruttamento sessuale riguarda il turismo sessuale, che è anche uno dei mercati più lucrosi legati al fenomeno. Questo non determina però l’assenza dello stesso nei paesi industrializzati, dove infatti, avviene sia in strada che indoor, ovvero all’interno di appartamenti, club privati o alberghi. In questo sistema il minore subisce una doppia oggettivazione e sfruttamento poiché trattato sia come oggetto commerciale che sessuale (Dichiarazione di Stoccolma 1996).
 

I minori maggiormente sfruttati sessualmente sono stranieri: per la prostituzione minorile femminile la provenienza è in gran parte dalla Nigeria, Romania, Albania e Moldavia, per quella maschile soprattutto dall’Europa dell’est, in particolare dalla Romania e dalla Moldavia, e in misura inferiore dal Maghreb. In Italia si tratta di minori appartenenti a famiglie in stato di difficoltà socio economica, che utilizzano la prostituzione come fonte di guadagno e sussistenza per sé e il proprio nucleo, oppure di ragazzi e ragazze che occasionalmente si prostituiscono per soddisfare bisogni non primari. La maggior parte rientra nella fascia d’età 15-17.
 

Più in generale il minore può ricevere una retribuzione in cambio delle prestazioni sessuali in denaro e/o altri beni primari, rimanendo all’interno della rete di sfruttamento dalla quale non riesce a svincolarsi. Spesso si instaura una situazione di debito tra il minore e lo sfruttatore, che per poterlo saldare è costretto a continuare a prostituirsi. In altri casi la retribuzione viene corrisposta direttamente a terzi e quindi il minore vene solamente scambiato e usato. Le condizioni che lo conducono a questa realtà sono molto spesso legate alla povertà, dove capita che persone vicine al nucleo o membri del nucleo stesso propongano scenari alternativi e allettanti come percorsi scolastici o carriere lavorative, promesse di una vita migliore dal proprio partner, che per questo vengono accettati e il minore viene prelevato in cambio di denaro alle loro famiglie.
 

Con l’arrivo delle nuove tecnologie è stato possibile utilizzare nuovi strumenti che rendono la rete di sfruttamento ancora più capillare, favorendo la connessione tra la domanda e l’offerta. Attraverso il web, ad esempio, azioni come l’adescamento, il controllo del minore, i contatti tra i trafficanti e lo scambio di materiali vengono agevolati.
 

In particolare, il fenomeno, che per sua stessa definizione è sommerso, ha visto con la pandemia un aumento di questa condizione, rendendo ancora più complessa la rilevazione dei casi e la possibilità di fornire aiuto. Tra i dati forniti dal rapporto di Save The Children piccoli schiavi invisibili di luglio 2020 emerge che in alcune zone le vittime già coinvolte nello sfruttamento sono state forzate a proseguire l’attività su strada senza dispositivi di sicurezza, esposte quindi a elevati rischi di contagio e multe. Sempre più spesso, però, vengono costrette a contattare i loro clienti via web, dove possono essere anche valutate circa la prestazione e catalogate in base ad alcune caratteristiche quali il colore della pelle e l’età. Lo stato di deprivazione nel quale si trovano comporta che siano poco scolarizzate, o analfabete o che non conoscano altra lingua oltre quella d’origine e questo può rendere complicato per loro utilizzare il web, pubblicizzarsi ed essere concorrenziali rendendo ancora più complesso il quadro. Si è verificato quindi uno spostamento dalle strade al web o alla modalità indoor. I vantaggi per gli adescatori e le reti criminali riguardano in particolare la possibilità di agire garantendosi un anonimato maggiore e una più ampia possibilità d’azione e con un più serrato controllo sulle vittime, che vengono forzate a rimanere isolate in luoghi chiusi. Come riportato sul Rapporto, questi aspetti hanno portato a un incremento del fenomeno, riducendo la possibilità di intervenire e offrire aiuto (Rapporto di Save the Children “Piccoli schiavi invisibili”, X edizione 2020).
 

Alle vittime vengono anche comunicate errate informazioni rispetto al Covid 19, facendo credere loro che non verranno contagiate per via dell’etnia o offrendo soluzioni anti contagio non scientifiche per costringerle a continuare l’attività indoor. Ad esempio, tra le ragazze di origine Nigeriana pare circoli l’informazione che il virus non contagi le persone di colore, questo determina il proseguimento dell’attività in condizioni che le espongono a pericolo sanitario.
 

I cambiamenti portati dalla pandemia hanno inciso anche sulla facilità degli adescamenti. Per gli sfruttatori è possibile così non solo garantirsi entrate costanti, ma anche una maggiore facilità di adescamento, “internet ha fornito agli sfruttatori un ambiente in cui possono operare in sicurezza e anonimato”. Sul darknet, inoltre è sempre più possibile produrre e scambiarsi materiale pedopornografico. Mentre nei paesi più poveri le restrizioni e la chiusura delle scuole hanno spinto i minori a cercare beni primari o fonti di reddito in strada, aumentando il rischio di adescamento (oltre che di contagio), nei paesi maggiormente industrializzati li ha spinti a trascorrere sempre più tempo online, esponendosi maggiormente agli “online sexual predators”. L’Online Child Sexual Exploitation si configura come una modalità online di prostituzione forzata, caratterizzata dalla produzione di materiali pedopornografici, che sempre più facilmente sono resi possibili data la facilitata di contatto tra adescatori con le giovani vittime (Save The Children, rapporto “Piccoli schiavi invisibili”, X edizione 2020).
 

Il fenomeno della prostituzione minorile sembra essere estremamente mutevole nelle forme e nelle modalità non solo di attuazione ma anche di adescamento, rendendolo fortemente capillare e sommerso. Esso si ritrova nelle molteplici sfaccettature in aree geografiche anche molto diverse fra loro, rendendo sempre più importante uno sguardo attento su questa tematica attuale ad elevato impatto traumatico per i minori.

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