Sessualità e anziani

di Giuliana Proietti

 

Esistono “modi creativi” per continuare a godere dei rapporti sessuali, nonostante l’età avanzata, la perdita delle capacità seduttive, qualche malattia cronica? Secondo un nuovo studio, condotto da ricercatori israeliani e americani e pubblicato sulla rivista Leisure Sciences, gli anziani dei tempi moderni sono sempre meno disposti a rinunciare al sesso. Questa è la conclusione del Prof. Galit Nimrod della Ben-Gurion University, del Centro interdisciplinare per la ricerca in età avanzata e della Prof. Lisa Berdichevsky, esperta nella gestione del tempo libero, dello sport e del turismo presso l’Università dell’Illinois. Molte persone anziane, da quanto emerge dallo studio, ritengono che l’attività sessuale sia di vitale importanza per il loro benessere, la loro felicità e la loro qualità della vita. Alcuni di questi anziani non esitano a considerare questo momento della vita come quello dei loro “anni d’oro“, cioè un momento ottimale per scoprire nuovi aspetti della loro sessualità. Inoltre, la maggior parte degli anziani ha sostenuto che l’espressione sessuale è essenziale durante la vecchiaia e che il sesso è “ciò che la maggior parte degli anziani vogliono e meritano [durante] l’ultima fase della loro vita.”

 

Il sesso è stato anche descritto “come una delle cose che rende la vita degna di essere vissuta “, e come un’esperienza positiva”. Lo studio si è basato su un’analisi (durata un anno) di 14 principali comunità online in lingua inglese costituite da persone anziane. Risultati: mentre una piccola percentuale di persone anziane si è dichiarata “soddisfatta” per aver mandato l’attività sessuale “in pensione”, altri hanno sottolineato di essere ancora in grado di vivere la vita sessuale (e interessati a continuarla).

 

Molti hanno anche detto di aver raggiunto un maggiore grado di soddisfazione in età anziana, rispetto alla loro età giovanile, eccessivamente influenzata dagli stereotipi e dai limiti dovuti probabilmente all’inesperienza. Alcuni partecipanti allo studio hanno sostenuto che la loro libido era migliorata nel tempo, rispetto a quando erano giovani e che, avendo ora a disposizione maggiore tempo libero, dopo anni di lavoro, questo dà loro l’opportunità di vivere una vita sessuale più attiva ed appagante. Alcuni partecipanti hanno indicato che a causa dei pregiudizi sul sesso nella terza età, i loro figli disapprovano il loro comportamento, e si sono anche lamentati, nei forum online, sul fatto che gli operatori del sistema sanitario ignorano le loro lamentele sui problemi sessuali. Gli argomenti più spesso citati riguardano il desiderio di continuare a godere del sesso dopo la morte del coniuge e delle difficoltà e dei rischi nel cercare nuove relazioni, specialmente quando si vive in strutture geriatriche (mancanza di privacy, scarso interesse degli operatori per questa problematica, ecc.).

 

I ricercatori hanno quindi concluso che non vi sia, allo stato delle cose, la necessità di impartire una sorta di “educazione sessuale” agli anziani, ma che vi sia piuttosto la necessità di educare i medici, gli infermieri e il personale che lavora nelle case di riposo affinché abbandonino le loro “idee antiquate” sulla sessualità nella terza età, onorando il bisogno di privacy degli anziani ed essendo maggiormente sensibili alle loro preoccupazioni su questo tema.

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