Dr.ssa Daniela Maramao
Psicoterpeuta
 


 
Molto spesso è stato argomentato in maniera negativa l’uso del sesso on line in quanto ostacolava l’instaurarsi di relazioni sentimentali a vantaggio del sesso agito in maniera meccanica soprattutto tra gli adolescenti.

Tra questi ultimi il 4% dichiara di utilizzare l’invio di foto e video intimi su WhatsApp e sui Social Network, il 6,5% dichiara di fare sexting e il 2% di fare sesso davanti ad una webcam.

Buona parte dei ragazzi pubblica foto intime sui social network per mettersi in mostra ed ottenere consensi, a scapito della protezione della propria persona. Le relazioni sono per lo più vissute on line e le pratiche erotiche sono condivise tramite la piattaforma internet, annullando così ogni concetto di intimità e l’interazione con il partner acquista tempi e modi diversi rispetto alle relazioni tradizionali. Senza contare poi l’esposizione al rischio di una diffusione incontrollata delle immagini erotiche in rete senza il consenso degli attori stessi, solo per vendetta agita da un partner rifiutato o per gelosia e invidia dei coetanei.

Le immagini hot possono anche essere utilizzate e rivendute nell’ambito della pornografia on line. Ma non è la pornografia in sé che deve allarmarci quanto piuttosto l’uso che di essa viene fatto e il significato che assume per la persona che la utilizza. La pornografia valorizza il “saper fare”, la dimensione oggettiva del sesso, a discapito del “saper essere” che riguarda i pensieri e le emozioni che caratterizzano il particolare e unico modo di essere al mondo del singolo individuo.

Tuttavia, ai tempi della paura del contagio fisico di un’influenza pandemica, esasperata dalla psicosi delle informazioni divulgate senza regola alcuna da ogni canale comunicativo, occorre rivalutare il ruolo educativo. A denunciarlo la regina del twerking, Elettra Lamborghini, che dall’alto delle sue curve ben pronunciate, tweetta schietta: “Vi scopate mezza discoteca senza preservativo e poi vi lamentate del coronavirus?”.
Emerge la necessità della divulgazione di informazioni corrette per agevolare soprattutto i più giovani ad “intrattenere relazioni sicure e gratificanti comportandosi responsabilmente rispetto a salute e benessere sessuale proprio e altrui” (WHO Regional Office for Europe & BZgA, 2010).
Non va demonizzata a priori la modalità comunicativa via internet perché rappresenta la modalità più usuale dei tempi moderni, lo strumento va piuttosto controllato e consapevolmente utilizzato.
Un tempo si auspicava che le informazioni fossero di ausilio per formare il pensiero critico, che esse rappresentassero dei segnali stabili su cui fondare le proprie credenze. Oggi quei segnali sono sempre più mobili e facilmente possono essere direzionati con un semplice click, oppure rimossi spingendo il tasto “Canc” o trascinando con il dito nell’icona del cestino di uno schermo touch. Come scrive Zygmunt Bauman: “…viviamo in un mondo in cui l’instabilità è tanto esasperante quanto irrimediabile, e la cui confusione è universalmente riconosciuta”. Nel mondo “liquido” in cui abitiamo vige il dictat: “posso, dunque devo e voglio” … pertanto il “cogito ergo sum” di Cartesio è stato trasformato in “Like, ergo sum”.

 


 
Bibliografia
Sessualità, tra sexting e relazioni on line. Gli adolescenti alle prese con il sesso, 24.4.2016, Osservatorio Nazionale Adolescenza.
Bauman Z., Cupellaro M., 2017, Retropia, ed. Laterza.

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